I COMPAGNI DI VIAGGIO
DI SAN GIUSEPPE MARELLO

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IL PADRE
Vincenzo, uomo di grande fede, per la triste carestia delle campagne, da San Martino Alfieri emigra a Torino dedicandosi al commercio di formaggi. Sposa Anna Maria Viale nel febbraio 1843 e ha due figli, Giuseppe e Vittorio. Dopo qualche anno dalla morte della moglie nel 1848, lascia i commerci, vende tutto, ritorna a San Martino con i due piccoli che affida ai nonni. Muore a 66 anni.
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LA MADRE
Anna Maria Viale di Venaria (TO) sposa a 20 anni Vincenzo Marello: donna piissima e di preghiera, era chiamata dalla gente la santa. Dedita alla famiglia e a i due figli, muore a 24 anni, un anno dopo la nascita del secondogenito Vittorio. Giuseppe Marello aveva quattro anni, ma accosterà spesso il ricordo della madre a quello di una Madre nel Cielo, Maria Santissima.
DON GIOVANNI BATTISTA TORCHIO
Il parroco di San Martino Alfieri, figura luminosa di pastore, fu il padre spirituale di san Giuseppe Marello e lo accompagnò dal catechismo al seminario, al periodo della crisi, al sacerdozio, fino all’episcopato. Coronò nella gioia la sua opera per la consacrazione episcopale nel 1889. Un anno dopo era il "nunc dimittis”. San Giuseppe Marello è il frutto più squisito del suo apostolato parrocchiale.
GLI AMICI DEL SEMINARIO
Amico di tutti i compagni di seminario, fino a “vuotare per loro le tasche di papà”, san Giuseppe Marello era più legato con Stefano Rossetti, Stefano Delaude, Egidio Motta e Giuseppe Riccio. Le lettere della gioventù sono l’espressione più bella del suo anelare a mete spirituali alte. Con Rossetti l’amicizia era serena e diventerà direzione spirituale; con Delaude più consolante; con Riccio era rivolta a solida vita spirituale.
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IL VECOVO CARLO SAVIO (1867-1881)
Fu un vero dono di Dio per la diocesi, sede vacante da 10 anni. Dolce e sapiente, paterno e illuminato, per don Giuseppe Marello fu un maestro di vita spirituale meraviglioso. Lo scelse come segretario appena ordinato sacerdote. Tra di loro crebbe una grande stima che si tradusse in guida spirituale specie per la fondazione degli Oblati. Il vescovo Savio lasciò alla congregazione, per mani del suo segretario, tutti i suoi averi.
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IL VESCOVO GIUSEPPE RONCO (1881-1898)
Temperamento forte, talora burbero e forse prevenuto, mostrò dapprima indifferenza per don Giuseppe Marello, ma imparò poco per volta a conoscerne e ad ammirarne la bontà, l’obbedienza e l’opera pastorale e caritativa, piangendone poi la morte quale “martire della carità” e diventando per la congregazione il difensore strenuo nelle difficoltà che doveva superare per la sua esistenza.
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MONSIGNOR GIUSEPPE MARIA SARDI (1825-1894)
Parroco della cattedrale di Asti, rilevò insieme a san Giuseppe Marello l’ospizio Cerrato. Insieme acquistarono Santa Chiara dove trasferirono l’ospizio e organizzarono le scuole serali per giovani operai, aiutati in tal impresa catechistica anche da monsignor Bertagna e dal futuro cardinal Gamba. Fu vescovo di Pinerolo. Il Marello lo consolò di frequente nella lunga malattia che poi lo portò alla morte.
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MONSIGNOR GIOVANNI BATTISTA BERTAGNA (1828-1905)
Insegnante di teologia morale, fu chiamato da monsignor Savio per il seminario di Asti. Divenne grande amico di san Giuseppe Marello. Fu uno dei cointestatari nell’acquisto della proprietà Santa Chiara e collaboratore nei catechismi per giovani operai. Divenne vicario generale della diocesi, ma presto passò a Torino, città di origine, come vescovo ausiliare del cardinal Alimonda.
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CARDINAL GIUSEPPE GAMBA (18571929)
Alunno prediletto di don Marello lo sclese come direttore spirituale. Viceparroco e poi parroco in cattedrale, collaborò alle opere del Marello. Fatto vicario generale della diocesi fu difensore attento e forte della causa della congregazione. Nominato vescovo di Biella, poi di Novara e quindi arcivescovo di Torino è sicuramente il frutto più bello della formazione spirituale impartita da san Giuseppe Marello.
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CANONICO PIETRO PELOSO
Segretario di monsignor Marello lo seguì in tutti i suoi viaggi e visite pastorali. Devoto testimone e ammiratore della virtù del suo vescovo, venne nominato esecutore testamentario e ne testimoniò la santità parlando sempre di lui; fu fatto rettore del seminario di Acqui. Fraternamente molto legato ai primi Oblati e con monsignor Pagella difese la causa della congregazione presso la Santa Sede.
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MONSIGNOR GIUSEPPE PAGELLA
Fu vicario generale di tre vescovi. Di temperamento forte e indipendente, aiutò sempre il suo vescovo e sposò la causa della congregazione difendendola con la sua alta capacità giuridica, lasciandosi conquistare dalla bontà di monsignor Marello che seppe valorizzare le sue doti, conquistandosi una stima e una devozione insperate. La bontà del santo gli aveva trasformato il cuore.
